Maledetto infame

Tentativo di evasione,

Un tentativo di evasione, un racconto vero tratto dal libro “IL SOPRAVISSUTO, Cronache di sofferenza” scritto dal folle anarchico (!) Sabatino Catapano

“Dal carcere di Salerno – Intanto pensavo sempre all’evasione e insieme a Pasquale organizzammo il tentativo: cominciammo a procurarci il necessario per fare i due fori che ci avrebbero permesso di divenir uccel di bosco. Eravamo meticolosi nell’esecuzione del lavoro e dovevamo essere molto attenti a non farci scoprire perchè i controlli erano frequenti, almeno tre volte al giorno passavano per la conta, la battitura delle inferriate e la battitura del muro, perchè quella stanza confinava con un vano vuoto dove più facilmente si poteva lavorare per il secondo foro che ci avrebbe permesso di fuggire.
Di buchi riuscimmo a farne uno solo, i controlli dei secondini non scoprirono un bel niente tanto era perfetta l’esecuzione; ci sentivamo in una botte di ferro, sicuri ormai che tutto procedesse per il meglio. Il lavoro si doveva fare di notte attenti all’intervallo tra un controllo e l’altro, che avvenivano sempre negli stessi orari: alle otto di mattina, alle sedici, alle ventiquattro, cioè ad ogni cambio di turno dei secondini i quali molto frequentemente venivano ad osservare dallo spioncino.
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Tentativi repressi

02 giugno 2011
Torino – Non è andata bene martedì notte, 1giugno, a cinque maghrebini “ospiti” dell’area viola, il cui tentativo di evasione con corde di fortuna è stato spento sul nascere dall’intervento immediato delle guardie. Oggi per uno di loro, accusato di essere l’ideatore del piano di fuga, è iniziato l’isolamento. Speriamo in un miglior esito per le prossime imprese: allora questi ricatti non saranno, ancora una volta, serviti a nulla.

Tratto da Macerie

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Evasione perfetta

27 Maggio 2011
Liegi – Stamattina, un prigioniero, il 28enne Mohamed El Jabbari è scappato dalla prigione di Latin, considerata una prigione di massima sicurezza. Quattro complici dell’ex prigioniero hanno messo una scala sul muro, vi sono saliti e hanno gettato giù una scala di corda. Hanno tenuto lontane le guardie sparando in aria con delle mitragliatrici. Mohamed ha raggiunto la scala di corda, vi è salito ed è scomparso con i suoi complici. Le macchine probabilmente usate per la fuga sono state trovate il giorno dopo, distrutte dal fuoco.
Mohamed era stato condannato ad alcuni anni di prigione per una serie di rapine a mano armata.

Tratto da Culmine

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Cie- Un’occasione da non perdere!

26 maggio 2011
Torino – Ieri un recluso del CIE di Torino, detenuto nell’area viola e da poco al centro, ha conquistato la libertà sfuggendo al controllo dei poliziotti all’ospedale, dove era stato accompagnato per dolori allo stomaco!
A quanto pare ad attenderlo in zona c’era il fratello!

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Cie- Protesta e tentata evasione

23 maggio 2011
Roma – I detenuti nel centro di identificazione e espulsione di Roma, a Ponte Galeria, hanno organizzato oggi una protesta, nel corso della quale cinque di loro hanno tentato la fuga, per poi essere bloccati dalle forze dell’ordine di guardia al centro. La protesta ha avuto luogo nel pomeriggio, quando alcuni dei reclusi sono saliti sui tetti e hanno infuocato lenzuola e coperte. Ed è stato in quel frangente che i cinque hanno tentato di scavalcare la recinzione e fuggire. Uno di loro si sarebbe leggermente ferito.

Tratto da Fortress Europe

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Evade dai domiciliari e rapina un supermercato

23 maggio 2011
Roma – Un cittadino romano di 22 anni è evaso dagli arresti domiciliari per andare a rapinare un supermercato. E’successo l’altro pomeriggio intorno alle ore 14.00 in via Salvemini, nella zona di Torpignattara. Il giovane ha fatto irruzione insieme ad un coetaneo complice, nell’esercizio commerciale e, dopo aver minacciato la cassiera con un coltello, l’ha costretta a consegnargli il denaro contante presente nelle casse. I due sono fuggiti con il “bottino” a bordo di un’autovettura.
Gli agenti del Commissariato Torpignattara, dopo aver acquisito le descrizioni fornite da alcuni testimoni, si sono messi sulle loro tracce. In particolare, grazie ad un numero parziale della targa del veicolo utilizzato dai rapinatori, e dopo l’intreccio delle informazioni investigative, sono risaliti ad un familiare del complice della rapina che è stato rintracciato poco dopo presso l’abitazione dei genitori e ha ammesso le sue responsabilità. Ulteriori indagini, hanno consentito ai poliziotti di rintracciare anche l’evaso dagli arresti tornato nel frattempo nella sua abitazione in zona Tuscolana dove gli agenti hanno rinvenuto il coltello utilizzato per la rapina. Entrambi sono stati arrestati per rapina e uno dei due anche per evasione.

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In visita dalla mamma

18 maggio 2011
Ivrea (To) – Un detenuto del carcere di Ivrea che aveva ottenuto un permesso per visitare la mamma gravemente ammalata, è riuscito a evadere e a far perdere le tracce durante il trasferimento a Milano, dove si trova la donna. E’ successo martedì nel capoluogo lombardo dove l’uomo era stato accompagnato dalla Polizia Penitenziaria. Da quanto si è saputo l’uomo, in carcere per scontare una condanna definita per rapina in scadenza nel 2013, mentre saliva sul furgone, ha strattonato e spinto gli agenti che lo controllavano ed è riuscito a scappare.

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Evade dai domiciliari e rapina due negozi

3 maggio 2011
Pesaro – Evade dagli arresti domiciliari e mette a segno una rapina. E’ accaduto ieri sera a Pesaro, dove gli agenti della squadra volante hanno arrestato in flagranza di reato una pesarese di 20 anni, con l’accusa di rapina e tentata rapina aggravata, evasione e porto abusivo di arma. La ragazza, che era già ai domiciliari per rapina e con problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti, si era allontanata da casa calandosi da una finestra. Poi, aveva rapinato un negozio minacciando il titolare e facendosi consegnare circa 60 euro. Poco dopo, aveva tentato una nuova rapina ai danni di un supermarket ma, riconosciuta dal titolare, si era allontanata senza portar via nulla. La ragazza è stata alla fine rintracciata e arrestata. Nella sua borsa è stato trovato un coltello da cucina della lunghezza di circa 30 centimetri, oltre a una stecca di sigarette acquistata con i proventi della rapina compiuta.

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Panda tentano di scappare

Dei panda rinchiusi in uno zoo, distraggono l’inserviente entrato nella loro gabbia, aprono la porta e tentano la fuga. Fuga che sicuramente non sarà durata molto. L’istinto alla libertà è in tutti gli esseri viventi, umani e non.

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Era quasi fatta!

2 maggio 2011
Bologna – Tentata evasione sventata al carcere della Dozza. Otto detenuti avevano preparato un piano per fuggire ma le guardie penitenziarie si sono accorte che avevano già scavato del cemento intorno alle sbarre della finestra per cui le grate potevano essere tolte e rimesse senza che nessuno se ne accorgesse. Lo ha reso noto il segretario generale aggiunto del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, Giovanni Battista Durante. In uno dei consueti controlli – ha spiegato – gli agenti hanno scoperto che gli otto, tutti italiani, ristretti nel primo piano della sezione infermeria, avevano preparato un piano per evadere. Gli agenti si sono accorti che i detenuti avevano scavato il cemento intorno alle inferriate della finestra. ‘’Era tutto pronto – ha riferito il Sappe – per tentare l’evasione: i detenuti, al momento opportuno, avrebbero tolto l’inferriata e con un salto sarebbero usciti dalla cella. Il loro piano pero’ e’ stato scoperto dalla polizia penitenziaria. Gli otto detenuti sono stati denunciati per tentata evasione e l’Amministrazione sta procedendo al loro trasferimento in altre strutture’’. A Bologna, secondo i dati del Sappe, mancano circa 200 agenti di polizia penitenziaria e il sovraffollamento e’ elevatissimo: ci sono circa 1.150 detenuti, a fronte di una capienza di 450 posti.

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La folle corsa di un 75enne evaso

2 maggio 2011
Pesaro – Ieri, una pattuglia di polizia, a Case Badioli, ha intimato l’alt al conducente di una Y10, G. E. di 75 anni,  che ha la fuga in direzione Pesaro. Gli agenti si sono dati all’inseguimento dell’auto che, per assicurarsi la fuga, ha accelerato, invadendo ripetutamente la corsia opposta di marcia. L’inseguimento è durato circa sei chilometri.
All’altezza di Cattabrighe, l’uomo è finito contro un’altra auto che proveniva in senso opposto. Percorsi ancora 800 metri, l’uomo è stato costretto a fermare l’auto, tentando comunque la fuga a piedi. Dai controlli, è emerso che l’uomo, detenuto di Vasto (CH) , non era rientrato in carcere dopo aver goduto di un permesso premio di una settimana scaduto il 26 aprile; era stato, quindi, denunciato per il reato di evasione e a suo carico pendeva un’ordine di esecuzione per la carcerazione. L’auto su cui viaggiava, inoltre, è risultata rubata, per questo il 75enne è stato denunciato circa una settimana fa a Pescara. L’uomo è stato arrestato.

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Prova a scappare ammanettato

01 maggio 2011
Frosinone – Un detenuto ricoverato presso l’ospedale di Frosinone ha tentato una evasione nella notte di domenica. Il detenuto era stato ricoverato il sabato e il giorno dopo è stato dimesso. Proprio nel momento delle pratiche burocratiche, ammanettato, ha tentato di scappare ma è stato ripreso dagli agenti di Polizia Penitenziaria.

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In 500 attraverso un tunnel

25 Aprile 2011
[singlepic id=35 w=320 h=240 float=left]Afghanistan, Kandahar – Sono fuggiti attraverso un tunnel lungo centinaia di metri circa 500 prigionieri dal carcere afghano di Kandahar. La galleria è stata scavata per 360 metri, raggiungendo una zona a sud della prigione.
Incertezza sul numero degli evasi. Tra il direttore del penitenziario, il generale Ghulam Dastageer Mayar, e i talebani che hanno rivendicato la fuga è guerra di numeri. Secondo il funzionario i detenuti scappati sono 476, mentre il portavoce dei talebani Yousuf Ahmadi ha dichiarato che hanno abbandonato il carcere in 541, tra questi 106 prigionieri politici, mentre gli altri sono combattenti mujaheddin.

Un’altra fuga nel 2008. La stessa prigione era già stata teatro di una evasione di massa il 13 giugno del 2008. In quell’occasione fu un commando talebano ad attaccare la struttura dall’esterno, consentendo la fuga di un migliaio di prigionieri.

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Cie- 15 in libertà! Hurria!

21 aprile 2011
Bologna – «Quindici stranieri sono evasi questa notte dal Centro di identificazione ed espulsione di via Mattei a Bologna. La Polizia lo ha scoperto solo dopo averne arrestato altri sette stranieri sorpresi, tra le 3.20 e le 3.30, mentre tentavano di fuggire. Lo rende noto la Questura di Bologna. L’evasione, per quanto e’ stato ricostruito, e’ avvenuta in questo modo: gli extracomunitari sono riusciti a uscire dal fabbricato che ospita il reparto maschile, hanno segato una sbarra di ferro (con alcuni seghetti artigianali che sono stati ritrovati in seguito e sequestrati), si sono aperti un varco e hanno poi scavalcato un’altra recinzione fatta di sbarre. I 15 fuggiti (due marocchini e 13 tunisini, stando a quanto loro stessi avevano dichiarato) sono poi riusciti a superare anche la barriera esterna, gli altri sette invece (si tratta di quattro marocchini e tre tunisini) sono stati fermati prima della recinzione esterna. Quando le forze dell’ordine li hanno raggiunti, e’ nata una colluttazione: due poliziotti e due militari dell’esercito sono rimasti contusi (ognuno dei quattro ha ricevuto dai medici una prognosi di cinque giorni). I sette sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza e sono stati portati al carcere della Dozza. Le successive verifiche all’interno del reparto maschile del Cie hanno fatto scoprire che altri 15, prima di questi sette, erano fuggiti. Sono stati inoltre trovati i seghetti artigianali e ora la Polizia fara’ indagini per scoprire come siano arrivati all’interno del Cie, o come siano stati fabbricati. Dalla Questura mandano a dire che, se il personale non fosse intervenuto a fermare i sette intercettati, dopo di loro sarebbero forse potuti evadere altri stranieri ancora.»

Tratto da Macerie

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Una fuga “teatrale”

9 aprile 2011
Bologna – Una fuga da fiction. Un detenuto della Dozza, condannato per duplice omicidio, si è allontanato ieri dall’auditorium di via Azzo Gardino dove si stavano ultimando le prove dello spettacolo teatrale al quale l’uomo stava lavorando (beneficiando dell’articolo 21, quello che permette ai detenuti di essere assegnati a lavori fuori dal carcere per motivi rieducativi).
E’ accaduto intorno alle 14: Giulio S., 39enne, ha lasciato il gruppo dicendo che doveva andare in bagno. Lo spettacolo, tratto dall’antologia di ‘Spoon River’ di De Andrè, iniziava alle 15.45 e il detenuto non si è più presentato. La polizia penitenziaria si è subito messa sulle sue tracce: se fosse tornato entro le dodice ore dall’allontanamento, sarebbe stato passibile solo di sanzioni disciplinari. Oltre le 12 ore scatta il reato di evasione. L’articolo 21 di cui beneficiava il detenuto che si e’ allontanato e’, secondo Giovanni battista Durante, segretario del sindacato autonomo Sappe, ”una misura sicuramente positiva, cosi’ come positive sono tutte le misure diverse dalla detenzione in carcere, quando contribuiscono al recupero del condannato. Purtroppo, in questo caso, il soggetto non si e’ dimostrato meritevole di tale beneficio ed ha approfittato della concessione per dileguarsi e far perdere le proprie tracce”.

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