{"id":849,"date":"2012-02-14T03:10:48","date_gmt":"2012-02-14T02:10:48","guid":{"rendered":"http:\/\/romperelecatene.noblogs.org\/?p=849"},"modified":"2012-06-20T03:12:48","modified_gmt":"2012-06-20T01:12:48","slug":"dalla-tunisia-a-lampedusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/romperelecatene.noblogs.org\/?p=849","title":{"rendered":"Dalla Tunisia.. a Lampedusa"},"content":{"rendered":"<p>14 febbraio 2012<br \/>\nLampedusa &#8211; &#8221;Sono scappato dal carcere durante la rivolta, la Polizia ha bruciato tutto e le guardie penitenziarie si sono messe a sparare all&#8217;impazzata. Ho visto morire almeno venti detenuti. Io sono stato ferito da tre pallottole alla gamba sinistra. Ma sono riuscito ad evadere insieme a tanti altri detenuti e dopo alcuni giorni sono scappato dalla Tunisia e sono arrivato a Lampedusa&#8221;. Wahid, 42 anni, tunisino, porta ancora i segni della sparatoria.<br \/>\nAlza il pantalone, un jeans all&#8217;ultima moda, e mostra i fori delle pallottole. &#8221;Vedi? Mi fa ancora tanto male. Ma io sono vivo e tante persone sono invece morte. Pum pum. Tutti ammazzati. Siamo scappati in piu&#8217; di 1.400 dal carcere che ora non esiste piu&#8217;. E&#8217; stato bruciato ed e&#8217; imploso&#8221;. Wahid e&#8217; uno degli oltre 4.500 immigrati arrivati a Lampedusa dalla Tunisia. Scarpe Nike, cappellino di lana e maglioncino bianco, e&#8217; seduto al bar di Lampedusa con un suo connazionale. Ha un solo desiderio: lasciare al piu&#8217; presto Lampedusa &#8221;per raggiungere il Belgio&#8221;.<br \/>\n&#8221;Devo andare da mia moglie e da mio figlio che ha undici anni&#8221;. Parla l&#8217;italiano, Wahid, anche se con qualche strafalcione. &#8221;Per forza &#8211; dice sorridendo &#8211; mia moglie e&#8217; italiana, di Palermo. Una bellissima donna&#8221;. E chiede alla giornalista se gli puo&#8217; prestare &#8221;per un minuto&#8221; il telefono cellulare.<br \/>\n&#8221;Per favore, solo un attimo, posso fare sapere che sto bene? Io sono una brava persona&#8221;. Una storia complicata alla spalle, ma tanta voglia di vivere , soprattutto, di rifarsi una vita. Lontano dalla Tunisia. &#8221;Tu non puoi capire &#8211; dice mentre gli occhi si incupiscono &#8211; quanto sia bello ricevere una parola gentile, mi fa sentire un uomo libero. In Tunisia e&#8217; bruttissimo. Non si poteva piu&#8217; vivere li&#8217;. Voglio una vita normale, ma in Tunisia non te lo permettono. Li&#8217; finisci in carcere per niente, non sei libero di fare o di dire niente&#8221;. Wahid ha vissuto per anni nei pressi di Bruxelles, e per dimostrarlo, fa vedere la tessera sanitaria della Sanita&#8217; belga.<br \/>\n&#8221;Lo vedi? Io non dico bugie. Sono sincero&#8221;. Da giovane Wahid era finito in carcere in Tunisia per furto. &#8221;Ho fatto dodici anni di carcere e dopo ho lasciato la Tunisia e sono arrivato in Belgio. <!--more-->Qui mi sono rifatto una vita. Mi sono sposato, ho avuto un figlio, li&#8217; ci sono i miei parenti. Insomma, la mia vita&#8221;.<br \/>\nPoi, nel 2010 cambia tutto. Wahid torna in Tunisia &#8221;per una breve vacanza&#8221;, ma non riesce piu&#8217; a tornare in Belgio. Sette mesi fa viene coinvolto in una rissa in una discoteca a Tunisi. &#8221;Volevo difendere una ragazza e ho fatto a botte&#8221;, si schermisce.<br \/>\nEd ecco che finisce nuovamente in galera. &#8221;Mi hanno condannato a 8 mesi di carcere per una piccola rissa, mi restava ancora da scontare un mese. La galera tunisina e&#8217; un inferno. Ti tengono tutto il giorno con le catene ai piedi, in una cella ci sono 100 persone e in un letto dormono in tre. C&#8217;e&#8217; gente che dorme anche sul pavimento e altri sotto il letto&#8221;.<br \/>\nDue settimane fa i disordini in Tunisia. &#8221;Non potete neppure immaginare quello che e&#8217; accaduto nel mio paese. Era una vera e propria guerra. Poliziotti ed esercito sparavano all&#8217;impazzata. Hanno ucciso tante, tantissime persone. In tv si e&#8217; visto solo una parte di quello che e&#8217; realmente accaduto&#8221;, racconta. Durante la rivolta viene preso di mira anche il carcere di una piccola citta&#8217; della Tunisia.<br \/>\n&#8221;Per favore non scrivere il nome la citta&#8217; &#8211; implora Wa hid &#8211; altrimenti mi riconoscono e poi rischio grosso\u2026&#8221;. Secondo il suo racconto, la struttura carceraria sarebbe stata incendiata e le fiamme hanno raso al suolo il carcere. &#8221;E&#8217; stata la Polizia a bruciare il carcere e le guardie carcerarie hanno iniziato a sparare come i matti &#8211; dice con un filo di voce &#8211; ho visto morire tanti detenuti, io sono stato ferito alla gamba ma per fortuna sono riuscito a scappare&#8221;.<br \/>\nWahid riesce ad evadere dal carcere e a nascondersi per alcuni giorni &#8221;da amici&#8221;. Poi contatta alcuni degli organizzatori dei viaggi &#8216;della speranza&#8217; e raggiunge un piccolo porto della Tunisia da dove e&#8217; partito su un barcone con altri quaranta tunisini. Quando gli chiedi se anche lui ha pagato duemila dinari, come hanno detto in tanti, nega con decisione.<br \/>\n&#8221;Assolutamente no! Non ho pagato neppure un dinaro&#8221;. E spiega che &#8221;ai detenuti evasi dalle carceri nei giorni dei disordini viene data una mano, quindi io non ho dovuto pagare nulla a differenza di tanti altri tunisini&#8221;. Il viaggio in mare e&#8217; durato due giorni. &#8221;E&#8217; stata una traversata bruttissima &#8211; dice &#8211; con mare agitato e poi eravamo tanti su quel barcone&#8221;. Ieri l&#8217;arrivo a Lampedusa. Ma Wahid non vuole mettere piede nel Centro d&#8217;accoglienza. &#8221;Non ci penso proprio &#8211; dice agitandosi &#8211; non voglio restare chiuso li&#8217;. Io resto fuori, appena avro&#8217; la possibilita&#8217; andro&#8217; via da Lampedusa. Chiedero&#8217; asilo politico. Io sono un rifugiato politico. Voglio tornare al piu&#8217; presto in Belgio, dalla mia famiglia&#8221;. Poi, guardandosi alza le braccia e dice: &#8221;Che schifo, sono due giorni che non mi lavo. Vorrei tanto farmi una doccia&#8221;. In tasca aveva cinquanta euro, ma li ha gia&#8217; finiti. Per il cibo, le sigarette. E adesso? &#8221;Non lo so, so soltanto che voglio tornare al piu&#8217; presto dalla mia famiglia. Se torno in Tunisia mi uccido\u2026&#8221;. Poi guarda implorante e dice: &#8221;Mi compri qualcosa da mangiare, per favore?&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 febbraio 2012 Lampedusa &#8211; &#8221;Sono scappato dal carcere durante la rivolta, la Polizia ha bruciato tutto e le guardie penitenziarie si sono messe a sparare all&#8217;impazzata. Ho visto morire almeno venti detenuti. Io sono stato ferito da tre pallottole alla gamba sinistra. 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