{"id":450,"date":"2011-08-23T22:29:59","date_gmt":"2011-08-23T20:29:59","guid":{"rendered":"http:\/\/romperelecatene.noblogs.org\/?p=450"},"modified":"2012-05-24T07:32:33","modified_gmt":"2012-05-24T05:32:33","slug":"cie-in-28riescono-a-fuggire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/romperelecatene.noblogs.org\/?p=450","title":{"rendered":"Cpa- In 28 riescono a fuggire"},"content":{"rendered":"<p>23 agosto 2011<br \/>\nPozzallo &#8211; Dopo le violente proteste degli egiziani del mese scorso, \u00e8 di nuovo rivolta al centro di prima accoglienza di Pozzallo, a Ragusa, trasformato di fatto da mesi in un centro di identificazione e espulsione. Stavolta per\u00f2 a ribellarsi sono stati i 104 tunisini reclusi nel centro. La sommossa \u00e8 esplosa intorno alle tre del mattino, la notte tra domenica e luned\u00ec scorso. A incendiare gli animi \u00e8 stata la voce sempre pi\u00f9 insistente di un imminente rimpatrio per tutti. Prima un gruppo di reclusi ha simulato una rissa per una brandina per distrarre l&#8217;attenzione del personale di guardia. Dopodich\u00e9, armati di ferri e calcinacci, ottenuti smontando i letti e spaccando gli intonaci del muro, una cinquantina di ragazzi si sono lanciati contro la porta principale, fronteggiando compatti le forze dell&#8217;ordine. Mentre un secondo gruppo tentava di sfondare l&#8217;uscita secondaria del vecchio hangar dove si trovavano reclusi. Un&#8217;azione preparata nei minimi dettagli, che ha riportato in libert\u00e0 54 tunisini, al prezzo del lieve ferimento di 5 agenti delle forze dell&#8217;ordine &#8211; 3 poliziotti, 1 carabiniere e 1 finanziere &#8211; e di ingenti i danni procurati alla struttura di accoglienza, da mesi utilizzata illegalmente come centro di detenzione.<!--more-->Nella struttura all&#8217;interno dell&#8217;area portuale di Pozzallo infatti, dall&#8217;inizio dell&#8217;anno sono stati concentrati e detenuti centinaia di egiziani e tunisini, spesso senza che nemmeno avvocati e funzionari dell&#8217;Acnur fossero autorizzati dalla questura a visitare i reclusi. Il tutto in una ostentata sospensione dello stato di diritto. Primo perch\u00e9 la struttura non \u00e8 giuridicamente configurata come un centro di detenzione, non essendo un Cie n\u00e9 un carcere. Secondo perch\u00e9 fino a prova contraria la privazione della libert\u00e0 personale in Italia non pu\u00f2 avvenire senza la convalida di un giudice entro 48 ore. Lo dice la Costituzione italiana e lo ribadisce la legge sull&#8217;immigrazione. Evidentemente per\u00f2 in questo clima da stato di polizia, la libert\u00e0 degli altri non \u00e8 pi\u00f9 un diritto cos\u00ec inviolabile. Soprattutto se gli altri sono i pi\u00f9 malvoluti dei viaggiatori: gli harraga. E soprattutto se osano alzare la testa e ribellarsi a ci\u00f2 che \u00e8 ingiusto.<br \/>\nSe ne accorgeranno presto i 26 dei 54 fuggitivi che sono stati rintracciati nella zona portuale di Pozzallo e nelle campagne adiacenti nelle ore successive alla fuga. Per 13 di loro infatti sono scattate le manette. Le accuse sono di quelle pesanti: devastazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Rischiano anni di carcere. Sicuramente di pi\u00f9 di quello che rischiano tanti colletti bianchi invischiati in storie di mafia e corruzione. Magari gli stessi che qualche settimana fa in parlamento hanno votato la nuova legge che porta a 18 mesi il limite di reclusione nei centri di identificazione e espulsione (Cie).<\/p>\n<p>Tratto da <a href=\"http:\/\/fortresseurope.blogspot.com\/2011\/08\/rivolta-e-fuga-al-centro-daccoglienza.html\" target=\"_blank\">FortressEurope<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>23 agosto 2011 Pozzallo &#8211; Dopo le violente proteste degli egiziani del mese scorso, \u00e8 di nuovo rivolta al centro di prima accoglienza di Pozzallo, a Ragusa, trasformato di fatto da mesi in un centro di identificazione e espulsione. Stavolta per\u00f2 a ribellarsi sono stati i 104 tunisini reclusi nel centro. 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